Back to archive

Il giorno più freddo - versione 2

Il trentuno gennaio fu il giorno di gran lunga più freddo quell’anno. Si toccarono per la prima volta i meno nove gradi sotto zero e la tranquillità era perfino più invadente del solito. Il tempo sembra fermarsi in certe cittadine di provincia e il cielo grigio ed il tempo uggioso appaiono talmente statici da essere acquerellati su un fondale fermo. Alle otto del mattino i solito volti si rivedono e le solite routine ricominciano, con tutta la calma del centro di una città di poche, note, anime, ulteriormente intorpidite dal freddo. Certi inverni si direbbero esterni alla realtà. Spazi circoscritti che dettano le proprie leggi, luoghi in cui il tempo non scorre se non all’accadere di qualcosa di fuori dall’ordinario. Quello stesso giorno, il giorno più freddo dell’anno, Pietro Gilardi venne ritrovato in un campo. Una signora, dal sesto piano del palazzo nel quale abita, aveva notato una figura stesa nel campo poco distante. Non essendo la sua vista più quella di un tempo, aveva deciso di prendere il suo cane al guinzaglio e di andare ad investigare di persona. Non fu tanto per curiosità che per bisogno di portare fuori il cane che ella trovò il ragazzo.